Alcune imperdibili idee per fare colazione

Il modo migliore per fare colazione?

E magari dimagrire?

Qui trovate alcune imperdibili idee per cominciare la giornata nel modo migliore e piacevole (soprattutto se usiamo i prodotti Thun :-) )!

Infatti molti di noi trascuriamo l’importanza della prima colazione e spesso ci troviamo da soli o in compagnia al primo bar a fare colazione con solo un caffè senza mangiare niente oppure a saltare completamente il primo pasto della giornata. Se invece si sta facendo una dieta ipocalorica, bisogna sempre ricordarsi che la colazione è uno dei pasti più importanti – per molti il più importante della giornata – perché ci offre le energie necessarie per affrontare tutte le sfide che il nuovo giorno ci prospetta.

colazione thun mug

Per essere sicure di consumare una colazione bilanciata, è importante ricordare quante calorie deve apportare: circa il 20-25% di quelle totali della giornata. Una spremuta d’arancia è perfetta per la dieta, magari accompagnata a qualche biscotto integrale. In alternativa, optate per un centrifugato di frutta e verdura che fa stare bene!

Non saltate mai la colazione! Saltare la colazione è uno degli errori più comuni di chi vuole intraprendere una dieta ipocalorica. Evitare di mangiare nella prima parte della giornata, è come cercare di far partire l’auto senza carburante!

La colazione ideale per non ingrassare è quella che viene consumata fra le 7 e le 11 di mattina, quando l’organismo è in piena attività. Meglio ancora se si svolge ogni giorno alla stessa ora!

Se state cercando delle alternative al caffè per una colazione perfetta per la dieta, vi suggeriamo di optare per yogurt e cereali, una mela rossa e due biscotti secchi.

Svegliarsi tardi la mattina e consumare il primo pasto della giornata in tutta fretta, non è certamente un’abitudine salutare per il proprio corpo! La colazione ideale per la dieta, invece, è quella che si svolge in non meno di 15 minuti.

In estate abbiamo voglia di cibi freschi e dissetanti. Se non avete nessuna voglia di riscaldare il latte, vi suggeriamo lacolazione ideale per una donna: una mela, 5 ciliegie e una fetta di melone.

Nel rapporto fra colazione e dieta, la varietà è uno degli ingredienti principali. Cambiare spesso ciò che si mangia al mattino è una maniera ottima per non stancarci mai di ciò che mangiamo!

E che ne dite delle uova per la colazione ideale per dimagrire? L’unico accorgimento è di non esagerare! Ne basta uno solo al dì e cercate di non ripetere questo menù per più di due mattine alla settimana.

Il latte di soia – magari in una bellissima Mug dolcefiore della Thun – per dimagrire è davvero ottimo ma impariamo a consumarlo insieme ad un cibo croccante (come i cookies) che ci aiuterà a gustare di più la colazione!

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Infine, il nostro suggerimento per una colazione dietetica è consumarla a casa. Al bar, sarete attratte da ciambelle, cornetti e altre leccornie ipercaloriche: meglio restare a casa e scegliere con calma cosa mangiare!

Regolazione ormonale del ciclo ovarico e contraccettivi orali

Il ciclo ovarico è una variazione ciclica dello stato fisiologico dell’ovaia e dell’utero associato all’ovulazione e alla predisposizione dei tessuti interessati alla fecondazione presente, con differenze più o meno rilevanti, in tutti i mammiferi.

Il ciclo ovarico è sotto stretto controllo ormonale, a cui partecipano ormoni dell’ipotalamo, dell’ipofisi e dell’ovaio che vengono liberati ritmicamente in modo coordinato. Il sistema è orchestrato dalla liberazione pulsante di GnRH, o fattore di liberazione delle gonadotropine, che ha inizio alla pubertà, quando nella femmina vari nuclei del sistema nervoso centrale si coordinano con l’ipotalamo generando un complesso insieme di segnali che precedono l’inizio della secrezione dell’ormone da parte di neuroni secretori presenti nell’ipotalamo stesso.

ciclo ovarico

All’inizio di un ciclo ovarico il GnRH scorre fino all’estremità dei neuroni neurosecretori per essere liberato nel sistema venoso portale che collega l’ipotalamo all’ipofisi. Qui esso interagisce con recettori presenti sulle cellule della parte anteriore della ghiandola che sintetizzano le varie gonadotropine. La combinazione ormone-recettore attiva la liberazione degli ormoni FSH (follicolo-stimolante) e LH (luteinizzante) dalla stessa cellula. L’FSH circolanta si lega al proprio recettore nel follicolo ovarico e con un meccanismo cAMP-dipendente stimola la sintesi e l’increzione del 17-estradiolo, il principale ormone estrogeno femminile, da parte delle cellule tecali, e contemporaneamente la maturazione del follicolo stesso e della cellula uovo in esso contenuta (fase follicolare). La liberazione di estrogeno aumenta gradualmente fino al momento della completa maturazione della cellula uovo quando, insieme con l’LH e la prostaglandina F2 (PGF2), causa lo scoppio del follicolo e la fuoriuscita della cellula uovo matura (ovulazione) inibendo contemporaneamente l’ulteriore liberazione di gonadotropine ipofisarie (fase ovulatoria). Durante tutto questo periodo (tipicamente della durata di circa due settimane) i livelli dell’altro ormone sessuale femminile, il progesterone, si mantengono a valori minimi, non essendosi ancora formata la struttura ghiandolare deputata a produrlo. Quest’ultima è nota come corpo luteo e si forma sotto il controllo dell’LH dalla riorganizzazione dei resti del follicolo appena scoppiato (fase luteinica). Pertanto dopo l’ovulazione si assiste al brusco calo dei livelli di estrogeni e di PGF2 e al progressivo aumento dei livelli di progesterone, l’ormone che favorisce la gravidanza.

Sotto l’effetto del progesterone e, in misura minore, degli estrogeni circolanti residui che stimolano la sintesi di recettori per il progesterone nelle cellule della mucosa uterina, l’endometrio, lo strato di rivestimento mucoso dell’utero, va incontro a rilevanti modificazioni finalizzate all’accoglimento della cellula uovo, qualora questa sia fecondata. Tali modificazioni consistono nell’iperplasia e ispessimento della mucosa uterina con rilevante aumento della vascolarizzazione di questa. Dunque, la seconda fase del ciclo ovarico è dominata dalla presenza del corpo luteo; il progesterone e il 17-estradiolo prodotti da questo mantengono la mucosa uterina in condizioni ipertrofiche e ipervascolarizzate che la rendono idonea ad accogliere la cellula uovo fecondata.

L’annidamento nell’endometrio della cellula uovo, fecondata in una delle due tube uterine durante il suo transito dall’ovaio all’utero, prosegue con la formazione del trofoblasto, lo strato di cellule più esterno della blastocisti, la masserella di cellule prodotta dalle prime divisioni della cellula uovo fecondata. Nell’uomo il trofoblasto produce la gonadotropina corionica (hCG), responsabile del mantenimento del corpo luteo approssimativamente nelle 12 settimane successive della gravidanza (corpo luteo gravidico) prima dell’involuzione di tale organo. L’hCG è un ormone simile per struttura e funzione all’LH che, dopo la scomparsa del corpo luteo, sarà prodotto dalla placenta, insieme al progesterone, per tutta la restante durata della gravidanza. La presenza di hCG nelle urine è pertanto un segno certo di gravidanza e pertanto viene utilizzata come base per molti test di gravidanza (figura 3). Nel corso della gravidanza il ciclo ovarico è soppresso a causa della persistente presenza del progesterone e della hCG, che esercitano azione antagonista a quella degli estrogeni sulla maturazione dei follicoli ovarici.

Tuttavia, negli ultimi tre mesi di gravidanza i livelli di progesterone tendono progressivamente a diminuire; pertanto, al termine della gravidanza il rapporto estrogeni/progesterone aumenta determinando, insieme all’increzione dell’ormone ossitocina da parte di altre cellule neurosecretrici dell’ipotalamo, l’inizio delle contrazioni uterine che preannunciano l’imminenza del parto. Se invece la cellula uovo non viene fecondata, il corpo luteo, a causa del calo dei livelli di LH e della mancata stimolazione da parte della hCG, va incontro a rapida involuzione cessando di produrre progesterone ed estrogeni. I diminuiti livelli di tali ormoni fanno cessare gli stimoli che mantengono la mucosa uterina in condizione iperplastica e attivano un meccanismo di morte cellulare programmata (apoptosi); ciò causa la rapida perdita dell’endometrio che si manifesta sotto forma di mestruazione che perdura per il tempo necessario alla mucosa uterina a tornare in uno stato di riposo, caratterizzato dall’assenza di stimoli ormonali (tipicamente 3–5 giorni; vedi figura 2). Inoltre il calo dei livelli di estrogeni rimuove l’inibizione esercitata da questi nei confronti della liberazione di GnRH e di gonadotropina rispettivamente da parte delle cellule dell’ipotalamo e delle cellule gonadotrope dell’ipofisi anteriore. Così un nuovo ciclo può iniziare con la liberazione di FSH e LH in risposta alla stimolazione del GnRH sulle cellule gonadotrope dell’ipofisi. I contraccettivi orali presenti nella pillola anticoncezionale di solito interferiscono con questo complesso sistema di regolazioni ormonali in modo da impedire che si realizzino le condizioni fisiologiche che permettono l’ovulazione e l’annidamento della cellula uovo fecondata nell’endometrio. I contraccettivi presenti in commercio sono sostanze di sintesi con azione estrogenica (etinilestradiolo) e progestinica (noretisterone, levonorgestrel, etinodiolo, desogestrel o gestodene) che causano l’inibizione per retroazione della produzione di FSH e LH, i cui livelli in circolo divengono insufficienti a promuovere la maturazione dei follicoli ovarici (FSH) e la sopravvivenza del corpo luteo (LH), impedendo l’ovulazione. Tuttavia gli elevati livelli di queste sostanze non impediscono la proliferazione dell’endometrio. Pertanto, a partire circa dal 28° giorno al posto delle normali pillole contraccettive vengono assunte pillole placebo prive dei principi attivi che, causando un brusco abbassamento dei livelli plasmatici degli ormoni gonadotropi, favoriscono la mestruazione.

La successiva ripresa dell’assunzione delle normali pillole contraccettive stimola nuovamente la crescita dell’endometrio, imitando ciò che avviene in un normale ciclo ovarico, con la mestruazione che compare al momento atteso, però in assenza di ovulazione.

 

Patologie dell’ovaio

L’ovaio è colpito da patologie sia benigne che maligne, le quali originano da ben precise compagini tissutali. I tessuti ovarici che sono maggiormente interessati da patologie sia benigne che maligne sono:

  • Epitelio di superficie dell’ovaio
  • Stroma ovarico.

ovaioL’epitelio di superficie dell’ovaio è la fonte maggiore di formazioni (in termini anatomici corrisponde alla corticale). Dal punto di vista funzionale è la zona in cui si realizza l’ovulazione attraverso una micro incisione superficiale. Lo stroma è invece la zona germinale contenente gli ovociti .

Questa è la parte ormonalmente attiva dal momento che è la sede di produzione degli ormoni ovarici. La maggior parte delle lesioni (cisti) benigne sono di tipo endometriosico, seguite dalle cisti dermoidi e da quelle cisti funzionali.
Invece, per quanto riguarda le patologie maligne la maggior parte sono quelle di tipo epiteliale, meno frequentemente di tipo germinale e stromale. Si tratta di tessuti specializzati che hanno una ben precisa caratterizzazione embrionale e funzionale.

Le formazioni benigne che possono originare dall’ ovaio sono:

  1. Cisti Follicolari
  2. Cisti luteiniche
  3. Sindrome dell’ovaio policistico
  4. Cisti tecoluteiniche
  5. Tumori ovarici benigni

Cisti Funzionali

Un follicolo prodotto da un ovaio può non andare incontro ad ovulazione, nel senso che l’ovulazione può mancare.
Un processo di ovulazione che non si concretizza in un’ovulazione può dare origine ad una cisti funzionale. Un follicolo che deve scoppiare al 14° giorno, quando non scoppia può continuare a crescere trasformandosi in una cisti che sarà di tipo funzionale del follicolo.

Caratteristiche.

  • Uniloculari con contenuto anecogeno
  • Diametro max 7-8 cm
  • Maggiore frequenza tra i 15 ed i 45 anni
  • Rare in menopausa
    Possibili cause:
  • Esagerata risposta dell’ovaio allo stimolo ormonale
  • Anomalia dell’ovulazione o del corpo luteo

Una formazione analoga che si differenzia per le cellule di rivestimento è la Cisti Follicolare.

Cisti Follicolare

L’unica vera differenza con la cisti funzionale è che la cisti follicolare può arrivare ad un diametro di 10 cm. Consistono nella sovradistensione di un follicolo per aumento del liquido follicolare secondario alla degenerazione dell’ovocita in esso contenuto

Caratteristica:

  • Possono regredire spontaneamente in qualche settimana
  • Possono ingrandirsi e provocare dolore

I sintomi sono: Dolore in fossa iliaca, simile spesso ad una colica renale con Giordano positivo (perché viene occupato lo scavo pelvico). Irregolarità del ciclo (una delle principali spie della cisti). Le cisti infatti causano polimenorrea, oligomenorrea o amenorrea. L’irregolarità del ciclo è dovuta alla produzione in eccesso di estrogeni e da un alterata secrezione di gonadotropine.

Tuttavia, la maggior parte delle cisti, resta asintomatica. La Diagnosi la sospettiamo durante la Visita ginecologica perché la regione annessiale ci appare occupata da una formazione che non dovrebbe esserci ed in genere ciò ci viene confermato da un’ ecografia. Molto spesso è necessario aspettare la mestruazione successiva o indurre una mestruazione per avere una regressione completa della formazione cistica. Quindi non è necessaria una terapia se non aspettando la regressione spontanea . Quando ciò non accade le indicazioni sono la somministrazione di un farmaco come la pillola (estro progestinici per 4-6 mesi). Il controllo ecografico è necessario. Quando sono superiori a 5 cm può essere necessario intervenire chirurgicamente perché la terapia farmacologica può risultare fallimentare.

Cisti Luteinica

Si sviluppa per il formarsi di un ematoma o per la raccolta di liquido siero-ematico nel corpo luteo dopo l’ovulazione.
Caratteristiche:

  • Unica
  • Uniloculare
  • Diametro max 4-5 cmù
  • Contenuto non transonico perché ricca in coaguli
  • Maggiore densità e vascolarizzazione

I sintomi sono sempre gli stessi perché la cisti andrà ad occupare la fossa iliaca nella sua porzione omolaterale: – Irregolarità mestruali – Dolore e senso di peso in fossa iliaca – dolore alla palpazione superficiale L’aspetto ecografico è frastagliato con una zona ipercogena che rappresenta il sangue mestruale . Queste cisti ugualmente si riassorbono oppure si richiede terapia soppressiva.
Le cisti luteiniche al pari di quelle follicolari possono essere responsabili di sterilità in quanto con la loro attività funzionale determinano blocco dell’ovulazione per feed-back negativo.

Ovaio Micropolicistico

Con questo termine si fa riferimento ad una sindrome, in quanto la patologia comporta un interessamento multi organo. Parliamo, pertanto, di Sindrome dell’ovaio policistico. Secondo i ricercatori è una delle sindromi più complesse per i segni che si devono ricercare. Sostanzialmente si può considerare una sindrome caratterizzata da alterazioni endocrine di ovaio e surrene con difficoltà nello stabilire il confine preciso tra attività ovarica normale e patologica. Dal punto di vista ecografico la diagnosi è semplice per il riscontro sulla superficie ovarica di più cisti disposte a corona di rosario, in cui troviamo più follicoli (5 o 6) in accrescimento che, tuttavia, non vanno incontro a maturazione.

I Valori Thun

Nell’azienda di Bolzano Thun, i sogni diventano realtà regalando gioia con il cuore. Nel mondo di fiaba Thun si fanno rivivere i valori dell’infanzia, i sogni, la magia ed il calore.
In Thun si porta cosí questo mito nella realtà grazie a prodotti realizzati a mano, alle immagini e ai nostri comportamenti.

Le creazioni Thun nascono per portare gioia nelle case e nella vita di ogni donna nei momenti intimi e privati, impreziosendo il tempo passato insieme alle persone care, alla famiglia, o semplicemente con se stessa. Come solo lo sguardo di un bimbo che dorme sa fare, le creazioni Thun scaldano il cuore con affetto e tenerezza.

Attraverso le realizzazioni Thun, amorevolmente curate in ogni dettaglio, vengono rappresentati i valori autentici che ispirano l’attività dell’azienda dei conti Thun.
Anche le confezioni Thun sono rifinite con dolcezza, perché ogni parte dei prodotti sia un sincero messaggio d’affetto.

È questa l’idea di calore umano della Thun, un calore che viene trasmesso alle creazioni Thun per arrivare a toccare i cuori dei tanti appassionati.

Ogni creazione Thun è simbolo di valori positivi e contribuisce a dare vita ad un mondo in cui regnano gioia, tenerezza e sentimenti che siano capaci di aprire il cuore delle persone, impreziosendo con amore la loro vita. Tutto ciò, rappresenta il bene e la positività che auguriamo a noi stessi e alle persone che amiamo.

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La contessa Lene Thun

Una donna speciale che ha amato il suo lavoro dal profondo del cuore ed è così riuscita a toccare i cuori di moltissime altre persone.

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Converse All Star: le scarpe che hanno fatto la storia

La storia delle Converse All Star

Così sono nate le sneakers Converse All Star, le scarpe più famose al mondo che dal 1917 rimangono fedeli al loro stile.

Le Converse All-Star sono senza dubbio le sneakers più conosciute al mondo, non solo quello occidentale e che da 99 anni ricoprono i piedi dei ragazzi delle nuove generazioni, ma con la straordinaria particolarità che vestono anche quelle dei genitori ed in moltissimi casi anche i nonni :-)

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Le primissime sneakers sono prodotte dalla Converse Ruberr Shoe Company, azienda nata nel 1908 in una cittadina del Massachusetts che porta il nome del suo fondatore Marquis M. Converse. Nei primi anni di attività produce galosce e altri modelli di calzature in gomma per uomo, donna e bambino.
Dopo alcuni anni, per ampliare il giro di affari, Mr. Convers mette a punto una scarpa adatta allo sport che nei primi anni 10 stava riscuotendo grande successo: il basket.

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Nel 1917 come abbiamo detto in precedenza prendeva corpo il primo modello di Converse All-Stars. La scarpe in questione presentava una suola di gomma spessa ed una struttura in tela nera che avvolgeva la caviglia interamente, tuttavia il primo prototipo non ebbe subito un grande successo.
Il successo giunse quando il famosissimo basketplayer Chuck Taylor, innamoratosi del confort di queste sneakers, decide di promuoverne le doti in tutto il paese. Chuck apprezzava così tanto queste scarpe che si recava personalmente in azienda per acquistarle e migliorare il modello in base alle sue necessità.
La fortuna di Chuck Taylor fa si che le Converse All-Stars diventino la scarpa più usata nel mondo del basket tanto che nel 1922 fa pubblicare il primo Converse Basketball Yearbook. L’annuario raccoglie tutte le foto ed interviste dei giocatori di basket che indossavano le ormai famosissime Convers All-Star, in modo da far vedere al mondo quali fossero le scarpe dei campioni.
Il contributo di Chuck Taylor è così notevole che nel 1932 l’azienda decide in imprimere il suo nome sul patch della scarpa.

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Nonostante la popolarità, la Converse è comunque andata in bancarotta e nel 2003 è stata acquisita dalla Nike.

Pulizia Canna Fumaria

Una canna fumaria è un elemento costruttivo utile per convogliare all’esterno i fumi della combustione di biomassa. Un tempo realizzata in pietra e malta, è oggi realizzata con i materiali più disparati (acciaio inox, mattoni refrattari, ecc) che devono però avere alcune caratteristiche: resistenza alle elevate temperature e buona capacità dilatatoria in presenza di calore. Esistono diversi tipi di canna fumaria (singola o collettiva con sezioni di forme diverse) e, da un punto di vista normativo, quella che generalmente è chiamata ‘canna fumaria’ viene suddivisa in tre componenti:

  1. un “canale da fumo”, la tubazione visibile che collega l’origine del calore (stufa, caldaia, boiler) alla canna fumaria verticale e murata;
  2. la canna fumaria, la parte murata, verticale e non visibile che conduce all’esterno i fumi;
  3. il comignolo, l’estremità esterna rivolta al cielo che, per legge, sporge di almeno 1 metro rispetto al tetto.

    Canna fumaria e camino: principale differenza.

    canna-fumariaLe canne fumarie vengono spesso identificate con i camini ma questo rappresenta un grossolano errore. Esse infatti sono condotti ideati in modo tale da poter convogliare all’esterno i fumi di più sistemi di riscaldamento, come le caldaie, i boiler e le stufe, anche appartenenti ad abitazioni distinte. Il camino si differenzia in quanto è specifico per un solo generatore di calore: non a caso, soprattutto in abitazioni di vecchia costruzione, è possibile osservare tetti con numerosi comignoli, uno per ogni sistema di riscaldamento.

    Funzionamento della canna fumaria.

    Il meccanismo con cui la canna fumaria può espletare al meglio la sua funzione è il cosiddetto tiraggio, ossia un processo di aspirazione del calore. Ci sono diversi parametri da tenere in considerazione se si vuole ottenere un tiraggio ottimale o se lo si vuole modificare secondo le proprie esigenze. Un esempio è rappresentato dalle dimensioni della canna fumaria: altezza e diametro devono essere pressoché simili o, comunque, il suo diametro deve sempre essere maggiore di quello del comignolo. In linea generale, il tiraggio cresce se crescono la temperatura e l’altezza del condotto: in inverno sarà dunque maggiore, grazie alla maggiore differenza di temperatura tra l’esterno e l’aria in uscita. Il tiraggio è chiaramente modificabile ma è bene ricordare che, se troppo potente, può comportare un aumento della velocità di combustione tale per cui si avrà un esborso maggiore per il combustibile, mentre se è troppo debole può causare perdite di fumi all’interno dell’appartamento: è sempre bene dunque procedere cautamente. Se si intende diminuire il tiraggio, è possibile:

  • installare una restrizione nel condotto;
  • creare una canna fumaria curva o inclinata per favorire un leggero accumulo di aria.

Se invece lo si vuole potenziare, può essere utile creare un comignolo più alto che venga meno influenzato dal vento o dalle condizioni climatiche esterne.

Pulizia della canna fumaria.

Sottolineando il fatto che le moderne canne fumarie in acciaio a sezione circolare sono preferibili sia per la maggiore conduzione dei fumi sia per la minor formazione di incrostazioni, tutte le tipologie di canne fumarie devono comunque essere sottoposte a periodica manutenzione. Questa può essere eseguita in modo autonomo con le diverse tecniche del fai-da-te ma è sempre preferibile affidarla a persone qualificate per evitare malfunzionamenti o danni alla struttura. Le tecniche e la frequenza con le quali provvedere alla pulizia variano a seconda dell’impianto, dell’utilizzo, delle condizioni climatiche, ecc…anche se è comunque possibile suggerire un controllo ad anni alterni. In linea generale, si possono individuare 3 tipici segnali che indicano la necessità di pulire la canna fumaria:

  1. avvertire odore di fumo;
  2. trovare fuliggine o vederla cadere sul fondo della stufa o del generatore di calore;
  3. avvertire la presenza di fumo nell’abitazione.

Per procedere alla pulizia del condotto è possibile sfruttare due metodiche, eventualmente precedute dall’utilizzo di prodotti scrostanti, ossia materiali che, se bruciati, permettono alle incrostazioni di staccarsi più facilmente. Si può dunque procedere o dall’alto, se è possibile accedere al tetto, o dal basso. In entrambi i casi si deve fare in modo che un’apposita spazzola possa attraversare senza dannosi attriti l’intera canna fumaria.

Scarpe Auckland Racer – Converse

Quando si parla di scarpe sportive bisogna sempre capire come e perché nascono, non è solo una moda ma c’è sempre una storia dietro che parte da lontano, come nel caso delle Auckland Racer di Converse,  calzature nate negli Anni 70 per correre e oggi riproposte in versione urbana ed elegante per il prossimo inverno 2016.

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Auckalnd Racer Converse

Le scarpe Auckland Racer sono il modello classico per il running running del brand Converse introdotto verso la metà degli anni ’70 a seguito del boom che ebbe il jogging in Nuova Zelanda. La prima consegna comprende due colorazioni originali in versione vintage entrambe con tomaia nella classica combinazione suede e mesh con tallone in pelle e linguetta in nylon come vuole la migliore tradizione 70s.

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converse auckland racer

Converse, dopo essere stato il “must have” di atleti, artisti e ribelli è oggi un marchio famoso in tutto il mondo. Caratterizzato da materiali innovativi, rubati a un mondo che Converse da sempre esplora: la gomma dei palloni da basket, il metallo dei canestri, la tela delle sneakers che le generazioni hanno indossato. Da questa filosofia nascono gli accessori Converse, dalle forme più bizzare e dai materiali più originali e nuovi, destinati ad un target giovane e dinamico.

Infatti le scarpe Converse, dopo essere stato il “must have” di atleti, artisti e ribelli è oggi un marchio famoso in tutto il mondo. Caratterizzato da materiali innovativi, rubati a un mondo che Converse da sempre esplora: la gomma dei palloni da basket, il metallo dei canestri, la tela delle sneakers che le generazioni hanno indossato. Da questa filosofia nascono gli accessori Converse, dalle forme più bizzare e dai materiali più originali e nuovi, destinati ad un target giovane e dinamico.

Converse Chuck Taylor

Le Converse All Star alte, chiamate anche Converse Chuck Taylor dal nome del famoso cestista che le ha rese celebri, sono il modello di punta delle scarpe Converse e rappresentano un vero e proprio oggetto di culto.

Le Converse alte sono ideali da abbinare agli outfit più diversi e adatte da indossare in tutte le occasioni per un look sempre di tendenza, le Converse All Star sono realizzate in canvas e proposte in una grandissima varietà di colorazioni, dalle più classiche alle stagionali all’ultima moda.

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Noi le abbiamo sempre chiamate “All Star”, ma in America sono invece più famose come “Chucks” o “Cons”. Il loro nome completo è “Chuck Taylor All Stars” e sono le scarpe da ginnastica in tela e gomma più famose al mondo.

converse chuck

Chi era Chuck Taylor?

Nato nel 1901 nello stato dell’Indiana, Charles “Chuck” Hollis Taylor fu fin da giovanissimo un appassionato di basket (veniva considerato un asso in materia già dai tempi delle superiori). Una volta terminato il liceo cominciò a giocare da professionista in alcune squadre di Detroit (Michigan) e Fort Wayne (Indiana): a quei tempi il basket non era ancora organizzato in “leagues”, come ora, e Taylor si accontentava anche di piccoli compensi mentre girava per tutto il paese con i Celtics di Boston, i Germans di Buffalo e i Firestones di Akron (Ohio).

Le scarpe Converse All Star Chuck Taylor hanno fatto la storia di intere generazioni di ragazzi che sin dalle medie iniziano a comprare il primo paio di All Star della Converse.

L’obiettivo del progettista contemporaneo

L’attuale contesto economico-culturale globalizzato propone con rinnovata urgenza la necessità di un contributo multidisciplinare dell’agire progettuale: al progettista contemporaneo si richiede la capacità di coniugare soluzioni tecniche con momenti di analisi e sintesi di più ampia portata, attraverso cui suggerire nuove gerarchie concettuali, nuovi modi d’uso, nuove visioni delle relazioni con gli altri.

progettazione

La progettualità assume oggi più che mai una connotazione sociale in cui tutte le componenti del contesto (economia, produzione, cultura, società) si combinano sinergicamente, si compensano, si interpretano e si realizzano nel progetto. L’obiettivo primo della progettazione deve essere quello di realizzare nel prodotto/servizio un compromesso tra il sistema di valori imprenditoriale e collettivo: solo la sensibilità umanistica che deve contraddistinguere il progettista consente di estrapolare dal contesto informazioni significative, codificarle e trasformarle in atti propositivi. Una siffatta azione taumaturgica è resa impellente da un modello di crescita globalizzato che, pur fondandosi su premesse costruttive, finalizzate ad offrire prospettive di progresso e prosperità per ogni Paese, si è purtroppo arenato di fronte al provincialismo di una cultura fondata sulla moltiplicazione dei diritti rispetto ai doveri, della perdita delle certezze associate al sentimento di appartenenza, dello smarrimento del valore della diversità a favore di un’omologazione apparentemente promotrice. Gli universi finanziari e industriali, vittime e artefici al tempo stesso di questa perdita di spirito critico, che amplifica i diritti e esautora le istituzioni, hanno smesso di esercitare la loro funzione originaria: gli imprenditori hanno smesso di investire nelle loro aziende preferendo i miraggi delle speculazioni finanziarie, la finanza ha smesso di operare su titoli rappresentativi di aziende e persone preferendoli a mucchi di carta da macero. È stato così creato un mondo delle apparenze, nel quale non importa più cosa si pensa, ma cosa ci viene suggerito di pensare: allo stesso modo non si acquista più un prodotto di cui si ha bisogno, ma uno di cui ci viene detto che abbiamo bisogno. Nelle società mature e benestanti non esistono più veri e propri bisogni primari, sostituiti da una sorta di mercato dei desideri. Insoddisfazione, mancanze e malesseri emotivi, uniti ad un disagio generalizzato e ad una difficoltà crescente nei rapporti interpersonali, hanno dato vita ad illusori ed artificiosi bisogni e a meccanismi compensativi di acquisto compulsivo. Tuttavia l’attuale crisi globale, frutto di queste degenerazioni, va vissuta in termini positivi non solo perché ha portato alla luce i vizi della globalizzazione ma soprattutto perché sta coincidendo con una presa di coscienza, collettiva e trasversale, di una profonda crisi morale: per quanto destabilizzante questo momento rappresenta un’opportunità per rivalutare nella giusta prospettiva (e confinare definitivamente) un sistema di vita fondato sulle dottrine del “voglio tutto e subito” o – meglio – del “prendi subito, e paga dopo”. Sta infatti accadendo che l’urgenza di una continuità in termini di inalterato tenore di vita stia divenendo pressante, spingendo ad esempio quella generazione, consacratasi per anni alla carriera professionale, ad affermare l’urgenza di un rinnovato equilibrio tra sfera professionale e personale, recuperando un benessere forse troppo trascurato.

Il punto vendita come esperienza di marca

User oriented: il punto vendita come esperienza

Al centro di quest’approccio al punto vendita non c’è il prodotto, né la marca, ma il cliente e la sua percezione dell’ambiente. Ciò non significa che l’ipotesi user-oriented sia in contraddizione con la presenza dei prodotti in vendita, né con la centralità della marca. Si tratta semplicemente di una visione che gestisce questi elementi da un altro punto di vista. Ci troviamo di fronte ad un approccio alla marca che integra elementi delle scienze cognitive, della ricerca etnometodologica, della fenomenologia, della psicologia della percezione, della neurobiologia… alle conoscenze tradizionalmente coinvolte nella concezione della comunicazione di marca e nel marketing.

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Il marketing esperienziale analizza questo sistema di conoscenze su problematiche quotidiane come il design, l’uso di interfacce che oggi si trovano al centro dell’interesse delle scienze umane in particolare di quel campo identificabile come “human centered development”. Questa ricerca integrata permette non solo di conoscere l’andamento della percezione, ma anche di gerarchizzare e in parte programmare gli elementi che la caratterizzano in base alla loro pertinenza cognitiva. In altre parole, riorganizza gli elementi già convocati dall’approccio “brand” in una nuova sintassi, più attenta alle reali possibilità percettive dell’individuo in un contesto particolare. La propensione verso un tale approccio al punto vendita à motivata anche da cambiamenti sociali profondi, iniziati da decenni ma sempre più evidenti nel nostro presente. In un recente saggio49, il sociologo Andrea Semprini ha descritto la società attuale come una società di flusso. Questa è innanzitutto caratterizzata dalla continuità tra gli elementi che la compongono. Questa società è formata da un insieme di testi che tendono a forzare le frontiere che li separano. Anche la nostra concezione del tempo tende a fluidificarsi cosi come i fenomeni del nostro quotidiano ci appaiono sempre più “fluidi” poiché sempre meno gerarchizzati. Questa mancanza di ordine interno genera libertà, ma può anche generare confusione e alienazione. Un altro dato fondamentale del sistema di flusso è la mobilità sociale tipica dell’epoca moderna, che si associa oggi alla mobilità cognitiva dell’individuo contemporaneo in movimento fluido tra criteri, valori e comportamenti diversi. In definitiva, il flusso caratterizzante la società attuale si da come un tutto omogeneo, un’unità unica di ordine superiore. Questa visione sociale ci permette di immaginare nuovi modi di segmentare il pubblico. In linea con le segmentazioni proposte fin’ora prima per classi sociali e poi per stili di vita, lo “stile percettivo”50 descrive bene la modalità percettiva del pubblico nella società la organizzata in flussi: individui di appartenenza sociale o stile di vita molto diversi possono mostrarsi sensibili alle stesse configurazioni di significanti.

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Questo accade per ragioni da indagarsi volta per volta, a seconda del contesto, ma in gran parte perché nella società urbana postmoderna si erode l’autorità dei cosidetti “intermediari” del senso, vale a dire coloro che tradizionalmente detenevano e distribuiscono l’informazione come professori, esperti, testimonial51… ed anche le marche! All’informazione si accede per via diretta: via Internet o per mezzo dei media come la tv che de-contestualizza i contenuti che presenta. I segni sono così molto meno connotati socialmente e sono più disponibili per una fruizione percettiva personale, da cui la nozione di “stile”. A questi fenomeni profondi si associa un accelerarsi delle mutazioni del consumatore. In particolare il pubblico dei 25-40 anni, il pubblico del lusso, è sempre più informato (e sempre più informatizzato), ha in gran parte un’istruzione superiore, è cresciuto con la tv e il boom del marketing e proprio per questo è anche meno sensibile a questi canali informativi52 . In generale cresce la diffidenza per la marca e per gli intenti apertamente persuasivi del mercato53. Dal punto di vista dell’attitudine sociale, questo pubblico è più pessimista (il divorzio, l’hiv, la criminalità urbana generalizzata…) della generazione precedente e allo stesso tempo più realista e desideroso di concretezza. Un atteggiamento che si esprime innanzitutto attraverso un’attenzione notevole al corpo come interfaccia totale con il mondo. Cresce l’attenzione alla percezione ed alla sensorialità parallelamente ad una domanda crescente di vivere vere esperienze di ogni genere, dal periodo di studio all’estero fino al fatto di partire ogni settimana per il week-end, passando per gli sport estremi…

3.1. Cos’è l’esperienza?

Esistono molti approcci all’esperienza nel punto vendita e alla sua programmazione. Alcuni di questi sono utili per la della creazione di una tipologia percettiva degli spazi di vendita e della loro relazione con il cliente54. Si può ricorrere a questi anche per una lista ragionata dei dispositivi utilizzabili in negozio per produrre l’esperienza della visita. Ma quel che manca a molte di queste riflessioni è la comprensione di quali qualità percettive realizzino quella dimensione soggettiva, impalpabile ed olistica che chiamiamo esperienza e in che modo questa può dipendere dalla programmazione dello spazio (in particolare del punto vendita della comunicazione di marca).